venerdì 19 giugno 2015

L'arcobaleno


Confesso che l'arcobaleno è una di quelle cose che mi riportano ad essere un bambino felice, un bambino totalmente affascinato dalla bellezza della natura e dai suoi segreti. Il cielo ha sgorgato le sue ultime lacrime da pochi attimi magari, e se sei metereopatico sai cosa significa. Dorati raggi di sole penetrano come eteree lame l'oscuro manto che fino a un momento fa opprimeva la volta, fino a liberarla con subitanea forza.
Ed eccolo lì, imponente ponte dai sette colori sgargianti, tramite tra immortali e mortali, legame tra Asgard e Midgard, sentiero di Iris. Ovunque io sia e qualunque cosa stia facendo mi fermo e l'osservo, lo sguardo sognante del bambino che è in me si ravviva come brace a cui viene fornito ossigeno da un ciclopico mantice. Percepisco alla perfezione tutto ciò che è attorno a me: l'erba accarezzata dal vento, le gocce che con un ultimo guizzo vitale abbandonano le foglie, un'ape che ronza godendosi quel rinnovato tepore e le persone che tornano nuovamente a riempire le vie coi loro chiacchericci.
Lo guardo, maestoso e bellissimo, e ancora una volta mi prometto che un giorno lo farò, un giorno mi recherò là dove finisce a caccia della pentola d'oro che qualche sfuggente folletto ha lasciato.