giovedì 26 febbraio 2015

Kurt Cobain: suicidio annunciato o sordido omicidio?



A vent'anni dalla morte dell'ultima vera icona rock, capace di scrivere un vero e proprio inno generazionale, la morte di Kurt Cobain presenta ancora non poche ombre e la domanda che ci si pone è sempre: suicidio annunciato o sordido omicidio? Se il suo macabro umorismo ed alcune uscite poco felici fanno pendere l'ago della bilancia vero la prima opzione non pochi sono i coni d'ombra in questa vicenda che fanno pensare a qualcosa di diverso. Proveremo con questo articolo a mettere in risalto questi punti, iniziando a narrare la vicenda dagli ultimissimi giorni di vita di Kurt Cobain, proseguendo in seguito tra l'intricata giungla di avvenimenti dei giorni seguenti. Iniziamo con ordine dunque.
La cronaca ci insegna che Kurt Kobain, il primo di Aprile 1994, scappa dalla clinica di disintossicazione Exodus a Marina del Rey, acquista un biglietto aereo e raggiunge il giorno dopo in mattinata la sua abitazione di Lake Washington dove trova Cali DeWitt (il baby sitter eroinamane scelto accuratamente dalla signora Cobain). A questo punto della storia anche i muri sono al corrente della fuga di Cobain dalla clinica ma Cali non avverte nessuno. Perchè? Nel frattempo Courtney Love (moglie di Kurt Cobain e leader della band Hole) dirama un comunicato stampa dicendo di essere andata in overdose (nella speranza, dice, di spaventarlo e fare in modo che si senta spinto a contattarla) e poi gli blocca le carte di credito per impedirgli di lasciare il paese. Domenica 3 Aprile entra in scena il detective privato Tom Grant, ingaggiato dalla stessa Love per ritrovare il marito. Courtney confessa al detective che il suo matrimonio con Kurt Cobain non sta andando per il verso giusto e confessa anche la sua bugia del giorno prima riguardante l'overdose prendendo come scusa il fatto che "Il mio nuovo disco è in uscita ed ogni pubblicità è buona pubblicità". Inoltre Courtney ha paura che Kurt Cobain sia scappato con una certa Caitlin Moore, spacciatrice e cacciatrice di rockstar. Messe tutte le carte in tavola Tom Grant convince la signora Cobain a sbloccare le carte di credito del marito. Il giorno seguente la Love chiama Grant, chiedendo al detective di mettere sotto controllo il telefono di Caitlin Moore ma Tom rifiuta. Inoltre consegna al detective una lista di hotel superlusso nei quali Kurt potrebbe essersi nascosto, alludendo alla passione del marito per il lusso. Bugia, dato che Cobain non è esattamente quello che si può definire "una persona che vive da rockstar". Grant passa metà della mattina sucessiva (Martedì 5 Aprile) a cercare Kurt negli hotel che Courtney gli ha indicato, perdendo tempo. A seguire il detective domanda alla Love perchè nessuno è stato messo di guardia nella loro residenza di Lake Washington. La risposta: "Non ce n'è bisogno, lì c'è Cali. Mi dirà se Kurt passa". Altra menzogna. Infatti nel frattempo Cali si è trasferito a casa della fidanzata e i tabulati telefonici dimostrano che Courtney ne è al corrente.
Mercoledì 6 Aprile la Love è a Los Angeles e dice ad un'amica che non può andare di persona a Seattle a cercare il marito perchè ha degli affari da sbrigare lì. Parte quindi Tom Grant alla volta della capitale del Grunge e chiede a Courtney di non dirlo a nessuno. Lei invece mette al corrente della cosa il fidato Cali DeWitt e in mattinata chiama gli elettricisti per installare un impianto di allarme nella serra sopra il garage di casa Cobain a Seattle, proprio dove verrà rinvenuto il cadavere di Kurt. Tom arriva a Seattle in tarda mattinata e va dritto a casa di Dylan Carlson (amico di Kurt Cobain) che acconsente ad aiutarlo nelle ricerche. Si avviano verso la casa dei coniugi Cobain e nel tragitto Dylan racconta al detective dell'acquisto di un fucile per conto di Kurt escludendo però che gli potesse servire per suicidarsi e, anzi, racconta dell'ossessione per l'autodifesa sviluppatasi in lui dopo la nascita della figlia Frances. Entrati in casa di Kurt e Courtney, Tom Grant inizia a registrare tutto ciò che viene detto dai due. Grant: "Ti verrò dietro, io non conosco la casa". Dylan: "Kurt! Ciao! Ci sei?" E dopo aver cercato nelle varie stanze Dylan aggiunge: "Non ho mai visto la casa così pulita". Ma i due non cercano nella stanza sopra il garage, e Kurt è lì. E Dylan conosce a menadito la casa. Il giorno dopo Dylan e Grant ispezionano nuovamente la casa di Kurt e nuovamente viene tralasciata la stanza sopra il garage. Venerdì 8 Aprile Dylan mette al corrente Tom Grant del ritrovamento del cadavere di Cobain. Il corpo si trova ovviamente in quella stanza sopra al garage che per ben due volte è stata tralasciata e Tom Grant chiede spiegazioni a Dylan, che risponde in tono piatto come se nulla fosse successo: "Ma è solo una stanzetta sporca sopra il garage. Credo che ci tengano la legna lassù". La data del decesso viene accreditata al 5 Aprile e Grant scopre immediatamente che qualcuno ha usato una carta di credito di Cobain ben dopo il giorno della sua morte, precisamente proprio quella mattina di Venerdì 8 Aprile alle ore 8:37. Chi è in possesso di questa carta? Intanto Rosemary Carroll, avvocato dei coniugi Cobain, porta la notizia a Courtney Love e assieme partono per Seattle. A Seattle nel frattempo la polizia ci mette appena tre ore per sfornare un verdetto: suicidio. Qualche giorno dopo Tom Grant incontra Rosemary Carroll che gli rivela le sue preoccupazioni: Cobain non era depresso e voleva divorziare dalla Love. In più voleva la Love fuori daltestamento. Inoltre la Carroll smentisce gli affari della Love a Los Angeles che l'avrebbero tenuta impegnata nei giorni della scomparsa del marito. Venerdì 15 Aprile: Grant brancola nel buio ma riesce ad impossessarsi di una copia della presunta lettera d'addio di Kurt.
LA NOTA DEL SUICIDA - L a famosa lettera d'addio che Kurt ha scritto lascia molti dubbi. Si può facilmente identificare una prima parte nella quale Kurt sembra voler più che altro voler dare l'addio alla scena musicale, scritta con una determinata grafia, ed una seconda parte (incoerente) che effettivamente sembra un addio a Frances e Courtney, scritta però con una grafia differente (o scritta in modo incerto sotto l'effetto dell'eroina).
EROINA - Parlando di eroina, Kurt aveva nelle vene (quando è stato rinvenuto, tre giorni dopo la morte) l'equivalente di 8-10 dosi. Un quantitativo che difficilmente gli avrebbe permesso di sollevare un fucile, sistemarselo tra le gambe e fare fuoco. Fucile che curiosamente non mostrava presenza di imprinte digitali.
Domenica 17 Aprile Rosemary Carrol chiama Tom Grant e sembra decisamente turbata. Il detective la raggiunge nella sua dimora e lei gli mostra uno zaino che Courtney ha dimenticato lì il 6 di Aprile. Al suo interno trovano vari fogli e su uno di questi rinvengono prove di scrittura. L'autore (o l'autrice) cambia diverse grafie, come si fa a scuola per imparare a falsificare la giustificazione. Ma non è tutto: nello zaino rinvengono anche una lista delle telefonate e dei messaggi ricevuti, tra i quali questo: "Ha chiamato suo marito. Il numero di telefono di Elizabeth è 213-xxxxxxx". Quindi Courtney ha sentito Kurt dopo la fuga dalla clinica e sa dove rintracciarlo. Inquietante.
ALTRI FATTI - Il 4 Giugno del 1994 il detective Antonio Terry, in procinto di scoprire da dove proveniva l'eroina ritrovata nelle vene del cadavere di Kurt, viene uciso. Si sta dirigendo in abiti civili a casa con la sua auto, quando viene fermato da quattro individui a bordo strada che sembrano avere la macchina in panne. Appena il detective scende dall'auto scoppia una sparatoria e Terry muore qualche ora dopo per le ferite da fuoco riportate. Il primo poliziotto assassinato in nove anni. La seconda morte è più vicina a Courtney. Kristen Pfaff, da poco ex chitarrista delle Hole. Cade nel tunnel dell'eroina appena entrata nella band, come tutti nell'entourage delle Hole, ma smette il giorno stesso in cui viene a conoscenza della morte di Kurt. Entrata nella band da appena un anno, ne esce per incompatibilità con la stessa Love. Quanto turbolento era stato il rapporto con Courtney tanto si era instaurato un bellissimo rapporto di amicizia con Kurt, fatto di regali e amichevoli attenzioni. La sera prima di lasciare Seattle, viene visto Eric Erlandson (chitarrista delle Hole) entrare ed uscire nell'arco di mezzora dall'appartamento della Pfaff. Il giorno dopo, il 15 Giugno del 1994, Kristen viene ritrovata morta, inginocchiata nella sua vasca da bagno. Overdose. Ad occuparsi dell'autopsia e degli esami tossicologici è il dottor Hartshorne, lo stesso che si è occupato del corpo di Kurt. Lo stesso che dai tempi del liceo ha una profonda amicizia con Courtney Love. Curioso. Tra i beni personali di Kristen confiscati dalla polizia c'è un diario personale. Quando viene riconsegnato alla famiglia mancano diverse pagine, strappate.
ELDON HOKE - Chi è Heldon Hoke? Cntante dei Mentors inizia nel 1977 la sua carriera nella città del Grunge. Si fa chiamare El Duce e con la sua band riscute un certo successo. Successo che verrà demolito dal suo alcolismo. Riesce comunque a fare la conoscenza della signora Love e nell'aprile del 1966 rilascia un'intervista che recita pressapoco: "Poco prima della vigilia di capodanno del 1993 mi trovavo davanti al Rock Shop, un negozio di dischi di Hollywood, quando da una limousine esce Courtney che mi fa "El, il mio uomo si sta comportando da vero stronzo ultimamente. Voglio che tu gli faccia saltare quella sua testa di cazzo." Le chiesi se era seria e lei ripose che mi avrebbe dato 50000 dollari se l'avessi fatto. Mi chiese anche un numero al quale contattarmi e io, non avendo un recapito telefonico, le diedi il numero del Rock Shop". Una versione più estesa di questa storia la potete trovare su YouTube nel film documentario "Kurt&Courtney" di Nick Broomfield, dove El Duce aggiunge: "Avrei dovuto accettare quei soldi. Ma io so chi l'ha fatto secco. Non ho creduto facesse sul serio. Doveva sembrare un suicidio. Così dissi ad Allen... cioè, ad un mio amico... ahahah! Così l'FBI lo becca. Insomma, è andata così. "Una settimana dopo l'intervista con Nick Broomfield, El Duce muore schiacciato da un treno, a Riverside.
ALLEN WRENCH - Ma chi è Allen? Chi è l'amico di El Duce che si sarebbe "occupato" di Kurt Cobain? Allen Wrench. Allen Wrench è l'ultima persona ad aver visto vivo El Duce, la notte della sua morte. Brett Adler in un'intervista: "Era da tempo che non vedevo El Duce e quella sera gli pagai due drink. Era ubriaco fradicio e mi parlò ancora una volta della storia di Courtney e dei 50000 dollari. Mi disse che non aveva accettato perchè non ne aveva le palle ma mise Courtney e Allen in contatto. Prima Allen era sempre povero, poi, tutto ad un tratto si è comprato casa, macchina e materiali per uno studio di registrazioni." e continua: "Ho parlato recentemente con un tizio che viveva con El Duce. Mi ha detto che la notte in cui El Duce è morto, Allen si era presentato ed era molto alterato causa l'intervista nel documentario Kurt&Courtney. Se ne sono andati insieme e quella notte El Duce è finito sotto un treno". Tutte casualità?
Questi sono alcuni degli avvenimenti realmente accaduti, avenimenti che sono narrati in maniera esaustiva nel libro di Episch Porzioni 
Il caso Cobain: Indagine su un suicidio sospetto che consiglio caldamente agli appassionati. La morte di Kurt Cobain: suicidio annunciato o sordido omicidio? A voi trarne le conclusioni.

7 commenti:

  1. Ciao!
    Ho letto questa teoria, la trovo molto interessante e penso possa essere veritiera, di sicuro molto più delle varie cavolate stile "Elvis è vivo" ;)
    Mi ricordo che su un Vanity Fair lessi che Cobain da piccolo era un disadattato e la cosa mi colpì molto
    A presto ;)

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    1. Ciao!
      Purtroppo ci sono un sacco di cose che non tornano in questa vicenda. Se ti interessa la vicenda ti consiglio il libro di cui parlo nel post :)

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  2. Quando uscì Kurt&Courtney, nel 1998, se ricordo bene, mi convinsi che Courtney avesse pagato l'assassino di Kurt, e non volevo credere a nessun'altra versione. In realtà, ora che ho letto anche il diario integrale di Kurt e la biografia ufficiale, capisco che Kurt avesse già tentato di uccidersi più volte e la sua depressione fosse troppo profonda per uscirne. Credo che Courtney non avesse motivo di pagare un killer quando bastava lasciare Kurt da solo per ottenere il risultato voluto. Per quanto sia dura ammetterlo, comunque siano andate le cose, Kurt stava già morendo da tempo, e non ce l'avrebbe fatta comunque :(

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    1. Guarda ti darei ragione al 100% se non fosse per fue cose:
      -la nascita della figlia che a detta di tutte le persone che stavano accanto a Kurt aveva letteralmente cambiato la sua vita
      -stava riuscendo a combattere quel malessere fisico che lo attanagliava grazie ad un medico che si era degnato di studiare il suo background clinico
      Poi non so, ci sono un sacco di cose che non tornano :(

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    2. Mi associo a Lisa, di fondo l'ho pensato e la penso come lei

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  3. Io sono sempre stata combattuta su questo episodio.
    Da una parte pensare che lui si sia suicidato perché troppo sensibile o troppo quel che vuoi tu è una cosa romantica (in ambito musicale, ovviamente) ma dall'altra gli indizi che spingono nella direzione opposta sono tanti. A volte mi chiedo se lui non sia stato, addirittura, spinto ad uccidersi. Una psiche debole può essere, purtroppo, messa sotto stress facilmente e quindi mi dico che la Love, pur di non sporcarsi le mani con un omicidio, abbia lavorato in un altro senso.
    Quel che conta, però, è che abbiamo perso qualcuno che poteva ancora dare tanto alla musica per tenerci una cretina.

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