mercoledì 24 dicembre 2014

Rambo: first blood

Parlando con gli amici, noto che nell'immaginario collettivo il personaggio  di John Rambo rientra nel filone cinematografico del film d'azione, o action movie. "Beh dove lo vuoi piazzare, Alle?" Vi starete chiedendo. In effetti se vogliamo catalogare la saga dal secondo capitolo in avanti la sua collocazione  naturale è quella: action movie.
Vogliamo però parlare del primo capitolo, di quel Rambo: first blood? Questo è per me uno dei film antimilitaristi meglio riusciti di sempre, non un film d'azione.
Qui John Rambo non è il mostro spaccatutto che con frecce esplosive sgomina interi eserciti. Qui è un reietto, un'indesiderato. Entrando in città lo sceriffo Teasle lo accoglie con un "Non vogliamo vagabondi qui da noi", che non lascia spazio a repliche. In questo film tutto il disprezzo che la società americana  ha riservato ai reduci del Vietnam viene a galla. Il disprezzo per quelli che venivano chiamati "assassini di vecchi e bambini", quegli stessi ragazzi mandati a combattere una guerra non loro.
E non è finita qui. A più riprese possiamo notare il forte impatto che quell'infernale guerra ha avuto nella mente di soldati preparati a tutto. I continui flashback mentali a cui Rambo è involontariamente portato, il ricordo di tutti quei ragazzi, quegli amici, che come lui hanno vissuto quell'inferno ma non sono mai tornati. Fino al gran finale dove Rambo si sfoga con Trautman, il suo vecchio capo con cui parla della sua situazione attuale, "Io là pilotavo gli elicotteri, guidavo un carro armato, rispondevo di attrezzature per milioni, qui non riesco neanche a trovare lavoro come parcheggiatore!", e ancora "Certe volte mi sveglio e non so neanche, non so neanche dove mi trovo. Non parlo con nessuno, a volte per giorni, per settimane, ma, com'è possibile?...".
Lo vogliamo rivalutare questo film?

4 commenti:

  1. Rambo è un cult. E' vero, poi è diventato un cult dell'action movie alla Swartzie, ma il primo -che è tratto da un romanzo- parla proprio di quello che dici: shellshock.
    A me non dispiacciono nemmeno i seguiti, sia chiaro... il terzo addirittura parla dei talebani dipingendoli (giustamente) non come feroci terroristi... (ma solo perché l'America all'epoca era pappa e ciccia con la loro causa XD)

    Moz-

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    1. Io apprezzo molto il secondo. Gli altri due li guardo con piacere ma niente di più. Il primo invece è un vero cult, come dici tu preso da un libro (first blood per l'appunto) ^^
      Sì l'america dipinge la realtà a proprio piacimento a seconda delle convenienze, sono fatti così. Poi hanno il supporto di un certo quantitativo di arsenale bellico quindi hanno ragione sempre e comunque... o quasi

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    2. Ahaha, un'analisi lucida e terribile XD

      Moz-

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    3. Ma abbastanza veritiera, purtroppo ;)

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